Italia: Albertosi; Burgnich,
Facchetti; Bertini, Rosato (dal 1' del p.t. suppl. Poletti ), Cera;
Domenghini, Mazzola (dal 46' Rivera), Boninsegna, De Sisti,
Riva.
Germania Ovest: Maier; Vogts,
Patzke ( Held dal 65' ); Schnellinger, Schultz, Beckenbauer;
Grabowoski, Overath, Seeler, Müller, Löhr (Libuda dal 51'
).
Arbitro: Yamasaki ( Messico )
Marcatori: Boninsegna all'8' del p.t.;
Schnellinger al 45' del s.t.; Müller al 4' del p.t.suppl.; Burgnich
all' 8' del p.t.suppl.; Riva al 14' del p.t. suppl.; Müller al 5'
del s.t. suppl.; Rivera al 6' del s.t. suppl.
"Il vero calcio rientra
nell' epica... la corsa, i salti, i tiri, i voli della palla secondo
geometria o labile o costante..."
Non fossi sfinito per l'
emozione, le troppe note prese e poi svolte in frenesia, le
seriazioni statistiche e le molte cartelle dettate quasi in trance,
giuro candidamente che attaccherei questo pezzo secondo ritmi e le
iperboli di un autentico epinicio. Oppure mi affiderei subito al
ditirambo, che è più mosso di schemi, più astruso, più matto, dunque
più idoneo a esprimere sentimenti, gesti atletici, fatti e misfatti
della partita di semifinale giocata all' Azteca dalle nazionali
d'Italia e di Germania.
Un giorno dovrò pur tentare. Il vero calcio rientra
nell' epica: la sonorità dell' esametro classico si ritrova intatta
nel novenario italiano, i cui accenti si prestano ad esaltare la
corsa, i salti, i tiri, i voli della palla secondo geometria e
labile o costante...Trattandosi di un tentativo nuovissimo, non
dovrei neanche temere di passare per presuntuoso. "Se tutti
dovessero fare quello che sanno", ha sentenziato Petrolini, "nulla o
quasi verrebbe fatto su questa terra".
È vero. Prima di costruire il ponte di Brooklyn, l'
architetto che lo progetta non è affatto sicuro di esserne capace.
Io stesso, disponendomi a cantare una partita di calcio, non saprei di poterne
cavare qualcosa di valido. Però la tentazione è grande: ed io
rinuncio adesso perché sono stremato, non perché non senta granire dentro la voglia
di poetare. Italia-Germania è giusto di quelle partite che si ha pudore di
considerare criticamente. La tecnica e la tattica sono astrazioni
crudeli.
Il gioco vi si svolge secondo meno vigili istinti.
Il cuore pompa sangue ossigenato dai polmoni con sofferenze atroci.
La fatica si accumula nei muscoli male irrorati. La squadra, a
stento nata traverso la applicazione assidua di molti, si disperde
letteralmente. Campeggia su diversi toni l' individuo grande o
fasullo, coraggioso o perfido, leale o carogna, lucido o intronato.
Se assisti con sufficiente freddezza, annoti secondo coscienza. Non
ti lasci trasportare, non credi ai facili sentimenti, non credi al
cuore (anche se romba nelle orecchie e salta in gola). Ho sempre in
mente di aver cercato invano di capire come siano andate realmente
le cose nella finale mondiale 1934. Nessun cronista italiano aveva
visto: tutti avevano unicamente sentito.
Ora mi terrorizza l' idea che qualcuno debba
scorrere un giorno questo articolo senza capire né poco né punto
come si sia svolta la memorabile semifinale Italia-Germania dei
mondiali 1970. Retorica ne ho fatta solo a rovescio, giustificando
la mia umana impotenza a poetare. Ho dato un. idea di quanto avrebbe
meritato lo spettacolo dal punto di vista sentimentale? Bene, non
intendo abbandonarmi a iperboli di sorta.
Fuori dunque le cifre: e
vediamo di interpretarle secondo onestà critica e competenza.
Soffoco i miei sentimenti di tifoso con fredda determinazione.
Parliamo allora di calcio, non di bubbole isteroidi. I bravi
messicani sono impazziti a vedere italiani e tedeschi incornarsi con
tanto furore. Adesso fanno i loro ditirambi. Pensano di apporre una
lapide all' Azteca. Sarei curioso di leggere: e magari di veder fallire in altri la
voglia di poetare ore rotundo.
I nostri ospiti hanno
gaiamente bruciato adrenalina ad ogni sconquasso, e Dio sa quanti ne siano
stati perpetrati in campo. Ma domenica c'è Italia-Brasile, e sarà,
garantito, anche peggio. Basterà una lapide un po' più grande per
ricordare tutto. Non anticipiamo, please. In finale sono due
"equipos bicampeones": dunque è sicuro ( a meno di eventi imponderabili ) che la Coppa
Rimet avrà finalmente un padrone definitivo. Questo conta!
La squadra azzurra, benchè gloriosissima
finalista, non va troppo lodata per ora. Guardiamola freddamente. L'
Italia è finalista, con il Brasile, della Coppa Rimet: questo può bastare alla
nostra gioia di tifosi, anche se sul partitone di ieri, che ci ha portato a
battere i tedeschi, è meglio ragionare, di modo che non si gonfino equivoci
pericolosi. La prima doverosa constatazione è questa: gli italiani si sono
battuti, quasi tutti, con slancio virile, molto ammirevole e, in certo modo,
sorprendente. È difficile non dirsi fieri di questi guaglioni, dopo quanto si è
visto e sofferto.
Se l' altura
non è un' opinione, vinceremo per la terza
volta i mondiali: questo ho detto e ripeto. Ma bisognerà che non giochiamo come
s'è fatto ieri, proprio no. La memorabile partita è stata avvincente sotto l'aspetto
agonistico e spettacolare: si è conclusa bene per noi, e questo è il suo
maggiore pregio, ai miei occhi disincantati. Sotto l' aspetto
tecnico-tattico, è da ricordare con vero sgomento. Sia gli italiani sia i
tedeschi hanno fatto l'impossibile per perderla. Vi sono riusciti i
tedeschi.
Evviva noi! Errori ne sono stati commessi millanta, che tutta notte
canta. I tedeschi ne hanno forse commessi meno di noi, ma uno solo, madornale, è
costato loro la sconfitta. Enumero gli errori italiani. Si parte con Mazzola,
buon difensore, si segna e si regge benino. Marcature discutibili (su Seeler
andava messo d'urgenza Burgnich): ma all' avvio tutto fila.
Boninsegna tenta di servire Riva, stolidamente soffocato in mischia, riceve
un rimpallo di Vogts e cannoneggia a rete: sinistro imperdonabile: gol. È il
7' . I tedeschi arrancano grevi. Giocano con tre punte e mezzo, come con gli
inglesi: le ali, Muller e Seeler. Acuiscono via via il forcing ma non cavano più
di due tiri-gol di Grabowski: li sventano Rosato e Albertosi. Muller conclude
fuori una volta. Seeler non riesce a tirare affatto: rifinisce
soltanto.
Gli
italiani concludono spesso con Riva, tuttavia mal situato.
Mazzola tiene Beckembauer e potrebbe segnare al 40' se l'arbitro gli concedesse
la regola del vantaggio. Facchetti inciampa nei piedi di Beckembauer, lanciato
a rete, e lo fa ruzzolare. Un arbitro meno onesto darebbe rigore (17'
). Riva spreca di testa una palla-gol (40') e un' altra ne sbuccia a
metà (parata in angolo di Maier:42').
Secondo tempo. Mazzola e Boninsegna sono stati
avvertiti il mattino che uno di loro verrà sostituito da Rivera. Nell'intervallo si sostituisce
Mazzola, il migliore in campo. Un collega tedesco, Rolf Guenther, sospira: "L' ultima nostra
speranza è riposta in Rivera". Maledetto. Come sostituire Bonimba, pure molto bravo, e
autore del gol? Dunque, fuori Mazzola. Entra Rivera e assiste smarrito
al forcing tedesco, sempre più acre. Domenghini è chiamato
su Beckembauer ma, ben presto, Schoen manda in campo Libuda, a destra, sul
più sciagurato Facchetti dell' anno, e poi addirittura espelle Patzke e getta
in mischia Held, un grintoso biondone dal piglio da ss. Domenghini deve dividersi, a soccorso
di tutti.
Il forcing tedesco è così fiducioso che Riva al 5'
e Rivera al 12' possono battere a rete autentiche palle-gol.
Purtroppo sono sciape, e Maier le para entrambe. Sotto Albertosi,
continue gragnuole. Seeler giganteggia, sgomitando Bertini e
venendone sgomitato. Mischie furenti nella nostra area. Due falli da
rigore rilevati per onestà (e dàlli): Rosato su Beckembauer e
Bertini su Seeler. Una rimbombante traversa di Overath (19' ). Una
respinta di Rosato sulla linea. Un gol sbagliato da Muller. Due o
tre parate gol di Albertosi.
I tedeschi ci assediano.
Rivera guarda. Domenghini affoga. Dal'area, continui richiami. Nessuno
torna, dalle posizioni di punta (eppure Riva è meglio in difesa che
all' attacco, di questi tempi: sissignori). Il predominio tedesco è
avvilente. Il pubblico ruggisce all' ingiustizia del punteggio. I
tedeschi attaccano con Libuda, Seeler, Muller, Held e Grabowski di
punta, e dietro loro premono Beckembauer e Overath.
Un vero disastro. Una sproporzione di forze impressionante. Valcareggi prende
atto. Io arrivo ad augurarmi che segnino alla svelta i tedeschi perchè
mi vergogno (e ne soffro).
Sono difensivista convinto ma questo non è calcio: è una
miseria pedatoria. E anche stupidità. Non abbiamo vigore sufficiente al facile contropiede.
I tedeschi schiumano rabbia. Infine pareggia Schnellinger, al 47'
30". E meno male che è lui, der italiener. Non l' abbiamo corrotto:
Carletto è onesto Segna. È la sesta punta. Schoen gioca senza libero, ormai.
Vogts su Riva e Schultz su Bonimba. Gli altri, tutti avanti (per nostra
fortuna).
Tempi supplementari. Si fa male
Rosato, entra Poletti. A parte una lecca a Held, che se la merita, gioca di punta
per i tedeschi, e segna al 5' . Cross di Libuda (che inciucchisce
Facchetti), testa a rifinire di Seeler: palla morta in area, Poletti non stanga
via, accompagna di petto verso porta: Muler si frappone: Poletti e Albertosi
fanno la magra: 1-2. Sciagura. Pubblico osannante. Meritiamo, meritiamo, come
no?
Ma qui incominciano gli errori tedeschi. Pur imitando
Ramsey, Herr Schoen ci ha preso per degli inglesi. E insiste a WM. Vogts
commette fallo su Riva. Rivera tenta il pallonetto perché incorni qualcuno:
chi c'è in area tedesca? Il furentissimo Held. Il quale di petto mette
graziosamente palla sul sinistro di Burgnich, l'immenso: 2-2. Dice che il
pubblico si diverte, a questi scempi. Il critico prende atto: ma rabbrividisce
pure.
I tedeschi sono proprio tonti: ecco perché li abbiamo
quasi sempre battuti. Nel calcio vale anche l' astuzia tattica non solo la truculenza,
l' impegno, il fondo atletico e la bravura tecnica. I tedeschi seguitano a pencolare
avanti in massa. Così segna anche Riva. Domenghini si ritrova all' ala
sinistra (dove non è il mio grande grandissimo sbirolentissimo Bergheim?): crossa basso: trova Riva.
Riva tocca a lato di esterno sinistro, secco, breve: scarta di netto Vogts
ed esplode la rituale mancinata di collo. Gol strepitoso.
É il 14' del primo tempo supplementare. I tedeschi
sono anche eroici (e quante botte pigliano e danno). Sono stanchi
morti, ma quando Seeler suona il tamburo (con il gomito in faccia a
Bertini) tutti ritrovano la forza per tornar sotto e pareggiare. É
angolo a destra. Batte Libuda. Seeler stacca da sinistra e
rispedisce a destra: Muller dà una incornatina che Albertosi segue
tranquillo: sul palo è Rivera (ma sì, ma sì): il quale sembra si
scansi. Albertosi lo strozzerebbe. Rivera china il capino zazzeruto
e la fortuna sua e nostra gli offre subito il destro di salvare sé e
la squadra. É il 6' : lanciato sulla sinistra: Boninsegna ingaggia
l' ennesimo duello con il cottissimo Schultz: riesce a crossare
basso indietro: i pochi tedeschi in zona sono su Riva. Rivera in
comodo allungo si trova la palla sul piatto destro e freddamente
infila Maier, già squilibrato prima del tiro.
Adesso è proprio finita. I tedeschi sono battuti. Beckenbauer
con braccio al collo fa tenerezza ai sentimenti (a mi, nanca un po'
). Ben sette gol sono stati segnati. Tre soli su azione degna di questo nome:
Schnellinger, Riva, Rivera. Tutti gli altri, rimediati. Due autogol italiani
(pensa te!). Un autogol tedesco (Burgnich). Una saetta di Bonimba ispirata da un
rimpallo fortunato.
Come dico, la gente si è tanto commossa e divertita.
Noi abbiamo rischiato l' infarto, non per ischerzo, non per posa. Il
calcio giocato è stato quasi tutto confuso e scadente, se dobbiamo giudicarlo
sotto l'aspetto tecnico-tattico. Sotto l'aspetto agonistico, quindi anche
sentimentale, una vera squisitezza, tanto è vero che i messicani non la
finiscono di laudare (in quanto di calcio poco ne san masticare, pori
nan).
I tedeschi meritano l' onore delle armi. Hanno sbagliato meno di noi
ma il loro prolungato errore tattico è stato fondamentale. Noi ne abbiamo commesse
più di Ravetta, famoso scavezzacollo lombardo. Ci è andata bene. Siamo stati
anche bravi a tentare sempre, dopo il grazioso regalo fatto a Burgnich (2-2).
L' idea di impiegare i dioscuri Mazzola e Rivera è stata un po' meno
allegra che nell' amichevole con il Messico. Effettivamente Rivera va tolto dalla
difesa. Io non ce l' ho affatto con il biondo e gentile Rivera, maledetti:
io non posso vedere il calcio a rovescio: sono pagato per fare questo mestiere.
Vi siete accorti o no del disastro che Rivera ha propiziato nel secondo
tempo?
Tutto all'aria, tutto sconnesso. Se non vedete
e amate, almeno rispettate chi vede, e proprio perché vede
si raccomanda che Rivera sia punta o mezza punta, non
centrocampista, mai! Da punta è andato benissimo, sia nell' amichevole con
il messico, sia con gli stessi tedeschi, sebbene di palle ne
abbia lavorate assai poche. I sentimentali, immagino, avranno
cantato sonori peana per tutti. Preferisco attenermi alla realtà non
senza ringraziare i tedeschi per la loro cieca dabbenaggine tattica e
l'arbitro Yamasaki per la sua vigile comprensione...
Ora siamo in finale, e si può vincere. Ma bisogna
condurre veramente la squadra, non guardarla atterriti dalla
panchina. Valcareggi e Mandelli, guidati da Franchi (ma sì) hanno
molta fortuna: Napoleone gradiva moltissimo i generali fortunati.
Sono graditi anche da noi, benché siamo tifosi e non imperatori.
Però la fortuna - alla lunga - meritata. Mercoledì è stata meritata,
onestamente: e fortuna è stata anche quella di non vincere 1-0 in
90' rubando la partita da pitocchi, dopo la rabbiosa e squassante
offensiva tedesca.
Il 4-3, a pensarci, legittima tutto: anche le
nostre fondate ambizioni a vincere definitivamente la rimet. Ma se commettiamo
gli sfondoni di mercoledì con il fiero e disinvolto Brasile, poco poco ne
prendiamo de goleada. Attenti, allora. Da domani studiamo la partita, ci
ragioniamo su e vediamo com è possibile farla nostra, se davvero sarà
possibile.